ARTIGLIO DEL DIAVOLO (Azione anti-infiammatoria e antidolorifica).

ARTIGLIO DEL DIAVOLO
(Harpagophytum procumbens)

FAMIGLIA: Pedaliaceae
HABITAT: originario dell’Africa meridionale, in particolare SudRisultati immagini per artiglio del diavolo Africa, Namibia e Botswana, dove cresce sui suoli ricchi di ossido di ferro delle savane semidesertiche.

PARTE USATA: le radici laterali tuberizzate.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in glicoiridoidi totali min 1,8%, di cui l’80% deve essere rappresentato da arpagoside (Farmacopea Italiana X), la cui dose giornaliera va da 10 a 16 mg. per kg. di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni meglio se dopo i pasti principali, a causa del suo gusto molto amaro. COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di sostanze iridoidi, il cui costituente maggioritario è l’arpagoside. PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione anti-infiammatoria e antidolorifica: le ricerche cliniche e sperimentali evidenziano che questa pianta possiede una notevole azione anti-infiammatoria, alla quale si associano anche attività antidolorifiche e antispasmodiche. Sono stati fatti alcuni studi sull’uomo, che dimostrano come l’estratto secco titolato in arpagoside di questa pianta possa ridurre i dolori nel paziente artrosico, con un tasso di efficacia che varia dal 42 all’85% a seconda del tipo di artrosi e della gravità dei sintomi. Il periodo di tempo necessario per il manifestarsi dell’effetto è di circa 7-8 giorni, e raggiunge il massimo dopo circa 30 giorni, mantenendosi poi immodificato continuando la cura. Il dosaggio medio somministrato in questi studi oscillava da 600 a 1200 mg. di estratto secco titolato al giorno, per periodi compresi fra i 60 e i 90 giorni. I fallimenti della suddetta terapia oscillano tra il 10 e il 15% dei pazienti trattati. Ovviamente tutti questi studi confermano che l’efficacia di questa pianta è tanto maggiore quanto più precoce è la terapia. Una analisi accurata degli studi fatti nell’uomo (Settembre 2004) ha valutato l’efficacia e la tollerabilità dell’Arpagofito nel paziente artroreumatico. Sono stati considerati solo gli studi clinici fatti con metodica assolutamente rigorosa, selezionandone 12. Di questi 6 riguardavano pazienti con osteoartrite, 4 pazienti con lombalgia recidivante e 3 pazienti con dolori osteoarticolari migranti. La letteratura indica che la minima dose giornaliera efficace di arpagoside è di 30 mg, con effetti ottimali intorno ai 60 mg al giorno di questa sostanza per pazienti con dolori cronici, mentre la dose minima efficace nel dolore acuto è di 100 mg al giorno di arpagoside. La letteratura indica anche che 60 mg al giorno di arpagoside sono sostanzialmente analoghi come efficacia ai comuni farmaci anti-infiammatori usati nella lombalgia cronica recidivante. La tollerabilità di queste dosi di estratto è stata discreta, con un’incidenza di effetti avversi di tipo gastrointestinale di circa l’8% dei soggetti trattati

  • Indicazioni principali: malattie artroreumatiche, piccola traumatologia sportiva.
  • Azione prevalente: anti-infiammatoria e antidolorifica.

EFFETTI COLLATERALI: ha un sapore molto amaro, per cui la somministrazione delle forme liquide non è molto ben accetta dal paziente. Può provocare talvolta mal di stomaco con nausea, particolarmente in soggetti con gastrite acuta e/o ulcera peptica. Pertanto si consiglia di assumere questo estratto a stomaco pieno. In alcuni rari casi può provocare dolori addominali con diarrea.
CONTROINDICAZIONI: Non è consigliabile nel bambino al di sotto dei 12 anni, in gravidanza e durante l’allattamento. INTERAZIONI CON FARMACI: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: Questa pianta è praticamente atossica, essendo la dose letale nel topo pari a circa 100 volte quella normalmente utilizzata. La somministrazione di 600 mg per kg di peso corporeo al giorno per un periodo di 30 giorni nel ratto non ha causato evidenti effetti collaterali.

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